Aladdin (2019) recensione

Aladdin (2019)

8

Recitazione

8.0/10

Regia e sceneggiatura

7.5/10

Colonna sonora

9.0/10

Intrattenimento

8.0/10

Effetti Speciali

7.5/10

Pro

  • Scenografie
  • Colonna sonora
  • Recitazione
  • Intrattiene nonostante le due ore e passa di durata

Contro

  • Il personaggio di Jafar poco caratterizzato
  • La CGI
Il film di Guy Ritchie secondo noi dividerà il pubblico tra chi lo ha amato e chi meno…

E noi facciamo parte sicuramente di coloro che lo hanno amato. E la cosa non era ovvia, dal momento che il primo trailer ci aveva praticamente fatto storcere la bocca dall’inizio alla fine (ed il numero di dislike al video di YouTube dimostra che non ha avuto questo effetto negativo solamente su di noi) ma la curiosità era fin troppa e quindi ci siamo lasciati trasportare nel mondo di Agrabah. E mai scelta fu più azzeccata! Il Live Action di Aladdin è probabilmente il migliore dai tempi di Cenerentola, e nonostante abbia i suoi punti deboli, rimane un film che sa donare allo spettatore il giusto mix di azione, sentimento e divertimento.

Come saprete, se avete letto altre nostre recensioni altrimenti lo scoprirete adesso, critichiamo spesso la durata dei Live Action Disney. Ed anche Aladdin dura la bellezza di due ore e qualche minuto, come La Bella e la Bestia, ma sono ore che volano via, complice una storia ricca di azione e avventura, molto di più rispetto al film di Bill Condon, e di momenti musicali decisamente più movimentati e accattivanti. E di questo dobbiamo ringraziare soprattutto l’atmosfera alla Bollywood, che noi abbiamo trovato veramente interessante. Che la Disney stia iniziando a strizzare l’occhio all’India? 

Una storia da le Mille e una Notte

Aladdin è la rivisitazione in chiave live action del celebre Classico d’animazione Disney omonimo del 1992. Diretto da Guy Ritchie, vede nel cast Mena Massoud nel ruolo di Aladdin, Naomi Scott nel ruolo della bellissima principessa Jasmine e Will Smith nei panni Genio della lampada. Nel cast sono presenti inoltre Marwan Kenzari nel ruolo di Jafar, Navid Negahban in quelli del Sultano, Nasim Pedrad veste i panni di Dalia, la migliore amica e confidente della principessa Jasmine.

La colonna sonora, che conosciamo ben tutti, è composta da Alan Menken (La Bella e la BestiaLa Sirenetta), e comprende due brani inediti realizzati dallo stesso Menken e dai compositori  Benj Pasek e Justin Paul (La La Land).

In Aladdin non ci troviamo di fronte ad un film completamente diverso dal Classico Disney omonimo. Il plot è praticamente identico, nonostante la presenza di alcune modifiche ed aggiunte che rendono questo live action ai nostri occhi degno di nota. Volendo mantenere la recensione senza spoiler, eviteremo di elencarvi tutti i cambiamenti presenti nel film. Ci soffermeremo particolarmente sul personaggio che ha subito una caratterizzazione migliore rispetto agli altri: Jasmine.

Come rivelato dalla stessa Naomi Scott in diverse interviste (e quindi non lo riteniamo spoiler), anche il personaggio di Jasmine ha subito in questa rivisitazione delle modifiche che la rendessero un esempio “femminista” per le nuove generazioni. Dico senza tanti giri di parole che ho tremato quando ho letto queste affermazioni da parte dell’attrice, soprattutto dopo la Belle della Watson esageratamente femminista. Fortunatamente, però, il risvolto femminista di Jasmine in questo live action, non è sottolineato ed esasperato all’inverosimile. Anzi, Jasmine rimane nonostante tutto una Principessa che non vuole rinnegare quello che è, ma piuttosto…  qui non continuiamo per non rovinarvi una parte importante del film.

Mentre Jasmine è il personaggio che ha subito un’attenzione maggiore nella sceneggiatura, purtroppo non possiamo dire lo stesso di Jafar. Il villain del film, infatti, non convince appieno ed è poco carismatico, perdendo miseramente contro la sua controparte animata.

Will Smith che aveva sulle spalle il fardello maggiore, cioè quello di interpretare il Genio, ci regala una interpretazione assolutamente convincente, tra momenti comici ed emozionanti.

I pezzi musicali sono sicuramente le parti forti del film. In particolar modo Arabian Nights e A Friend Like Me.  Non potrete non farvi trasportare dalle musiche e vi ritroverete a ballare seduti sulla poltrona senza rendervene conto. Interessanti le influenze di Bollywood che ritroviamo in diverse parti del Live Action, ma specialmente alla fine nei titoli di coda.

Uno dei pochi aspetti negativi che abbiamo trovato nel lungometraggio è ancora una volta, però, la CGI. Anche in Aladdin non ritroviamo il fantastico realismo animale che abbiamo avuto ne Il Libro della Giungla. Abu e il Genio non ci hanno convinto pienamente ed anche la tigre Rajah, non è stata ricreata alla perfezione. Probabilmente è stato un risultato voluto, per rendere anche in Aladdin, come ne La Bella e la Bestia, i personaggi animali più vicini all’animazione che al fotorealismo.

La versione italiana

Il doppiaggio italiano è di ottima fattura, come sempre del resto. Le voci si adattano ai personaggi alla perfezione, riconfermando come la scuola di doppiaggio italiana sia una delle migliori al mondo. Naomi Rivieccio, la talent scelta per prestare la voce del canto a Jasmine, regala agli spettatori italiani delle performance incredibili e ricche di emozioni.  I testi delle canzoni hanno subito i soliti rimaneggiamenti dovuti al labiale dei personaggi.

Sebbene ne Il mondo è Mio possano funzionare, nonostante disorientino un po’ tutte le persone che conoscono  il pezzo a memoria, nella canzone inedita cantata da Jasmine, Speechless, ritroviamo il solito problema della metrica. Problema che ormai sta affliggendo tutti gli adattamenti italiani delle canzoni Disney da anni e che la Brancucci giustifica con il dover coordinare il più possibile il movimenti delle labbra con le parole della canzone. Nonostante questo, abbiamo trovati i piccoli cambiamenti ai testi e gli adattamenti di livello superiore al solito. 

Menzione speciale al grande Gigi Proietti, che dopo essere stato la voce italiana del Genio nel film d’animazione del 1992, è tornato in sala di doppiaggio a prestare la voce questa volta al padre di Jasmine, il Sultano.

Conclusione

Aladdin entra di diritti tra i Live Action Disney degli ultimi anni che abbiamo apprezzato maggiormente insieme a Cenerentola e Il Drago Invisibile. Ma a differenza di questi ultimi due, ha un punto a suo favore in più: l’avere un maggior numero di scene d’azione, e quindi è meno prolisso e più movimentato. Se visivamente talune volte possa non colpire particolarmente, è l’insieme che lo rende un prodotto di tutto rispetto. 

Le performance degli attori, i pezzi musicali e la nuova canzone inedita di Jasmine sono di altissimo livello, così come alcuni costumi e scenografie. Gli effetti speciali a volte ci sono sembrati troppo finti, specialmente la CGI del Genio e di Abu, e il quadro cromatico troppo scuro in diverse scene (quelle notturne chiaramente), rendendo più complessa la visione del live action. I piccoli cambiamenti apportati rispetto al film d’animazione sono interessanti, e non snaturano il lungometraggio del 1992, ma lo arricchiscono.

Un altro punto a favore di questo film è l’essere meno “bambinesco” del solito. Aladdin è effettivamente adatto sia ai grandi che ai bambini, a differenza dei precedenti Live Action che potrebbero essere definiti troppo sdolcinati dagli adulti.

Aladdin è promosso (quasi) a pieni voti da noi de La Gazzetta Disney, ma ricordatevi di condividere la vostra opinione nei commenti o sulla nostra pagina Facebook!

© Le immagini ed i marchi appartengono ai legittimi proprietari e sono inseriti al solo scopo informativo. Immagini ritenute non utilizzabili, vanno segnalate alla redazione (sezione INFO).

Stefano Terzoli

Nato nel 1988, è attualmente studente in Lingue Orientali all'università! Nonostante lo studio, passa il 90% del suo tempo a guardare Film e Telefilm di ogni tipo e genere. Grande fan dei Classici Disney fin dai suoi primi mesi di vita, colleziona tutto ciò che è possibile collezionare. Appassionato di Box-office, si occupa della sezione apposita e delle ultime news in campo cinematografico. 🙂
Stefano Terzoli

1 thought on “Aladdin (2019) recensione

Rispondi

Next Post

Aladdin (2019): le bambole in Edizione Limitata Disney Store

Aladdin (2019) 8 Recitazione 8.0/10 Regia e sceneggiatura 7.5/10 Colonna […]