Il Libro della Giungla (2016): La recensione!

Il Libro della Giungla (2016)

7.8

Regia

8.0/10

Sceneggiatura

8.0/10

Animazione CGI

9.0/10

Colonna Sonora

7.0/10

Intrattenimento

7.0/10

Pro

  • La CGI
  • Intrattiene fin dai primi minuti di film
  • 3D di altissimo livello
  • Emozionanti richiami al Classico originale

Contro

  • Sarebbe potuto durare una decina di minuti meno

Diretto da Jon Favreau, con il piccolo Neel Sethi nei panni di Mowgli e con un cast vocale non indifferente, il 14 aprile esce nelle sale italiane il live action DisneyIl Libro della Giungla“! 

Sinossi: La storia, nata originariamente dalla fantasia dello scrittore inglese Rudyard Kipling, narra le vicende di Mowgli, un giovane cucciolo di uomo cresciuto da una famiglia di lupi e costretto a lasciare la giungla quando la temibile tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell’uomo, giura di eliminarlo per evitare che diventi una minaccia. Mentre abbandona la sua unica casa, Mowgli s’imbarca in un avvincente viaggio alla scoperta di se stesso, guidato dalla pantera Bagheera e dallo spensierato orso Baloo. Il Libro della Giungla (2016) è un incredibile e perfetto mix di scene girate dal vivo con ambientazioni digitali e straordinari animali frutto di un’animazione fotorealistica. “Il Libro della Giungla è una storia universale, in cui tutti possono identificarsi, che racconta il percorso di crescita di un bambino”, dice il produttore Brigham Taylor. “Walt Disney ha raccontato la storia attraverso l’animazione tradizionale ma noi oggi abbiamo la tecnologia adatta per portare in vita questi personaggi, rendendoli fotorealistici: possiamo inserire perfettamente un bambino vero all’interno di un ambiente digitale, in modo totalmente credibile”.

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Ritorno al passato: Il successo del Classico del 1967

il libro della giungla recensioneTorniamo indietro nel tempo di circa 50 anni! Il Libro della Giungla, è uno dei Classici Disney più famosi e conosciuti a livello mondiale. Uscì nelle sale americane nel 1967 (In Italia arrivò nei cinema per la prima volta nel dicembre del 1968), circa dieci mesi dopo la morte di Walt Disney, che quindi non riuscì a vederlo ultimato. Il film fin da subito si rivelò un ottimo successo sia di critica che di pubblico. Dove a fronte di un budget di produzione di circa 4 milioni di dollari, riuscì ad incassarne solamente negli Stati Uniti oltre 70 milioni. Probabilmente la consapevolezza che fosse l’ultimo film supervisionato dallo stesso Walt Disney contribuì al successo ottenuto. L’ottimo riscontro di pubblico non fu peculiarità del solo mercato americano. Anche in Europa Il Libro della Giungla ebbe un successo enorme. Solamente in Germania si calcola siano state circa 27 milioni le persone che hanno visto il film al cinema sommando tutte le volte in cui è stato ridistribuito nelle sale. Per un totale di ben 100 milioni di dollari incassati dal solo mercato tedesco, dove ancora adesso è al terzo posto della classifica dei film di maggior successo dopo Titanic ed Avatar.
Con la regia di Wolfgang Reitherman e le musiche dei fratelli Sherman e Terry Gilkyson, Il Libro della Giungla viene riconosciuto come uno dei più grandi capolavori mai realizzati dalla Disney


Prima della visione: Le aspettative

Quando un live action è largamente ispirato ad un capolavoro dell’animazione si parte sempre un po’ prevenuti e scettici. Più che altro si ha timore, almeno per quanto mi riguarda, che si possa rovinare qualcosa che ha fatto la storia del cinema mondiale. Ho avuto timore per Cenerentola l’anno scorso (film che ho amato! Leggi la mia recensione), ed è stato così anche per Il Libro della Giungla quest’anno. La domanda che in molti si saranno posti prima di vederlo, e che probabilmente in molti si staranno ancora ponendo, è: Questo film era proprio necessario?
Questa domanda sinceramente io non me la sono fatta. Avevo timore del risultato finale, quello si, ma non sono mai stato un denigratore dei live action ispirati ai grandi film d’animazione. Ovviamente devono essere realizzati nel miglior modo possibile, altrimenti sono pronto a distruggerli alla velocità della luce. Ma non mi diverto a denigrarli ancor prima di vederli.

libro della giungla live action
Proprio riguardo questo punto, vorrei spendere soltanto due parole. Credo che almeno un buon 90% dei film prodotti dalla majors mondiale siano assolutamente evitabili e “non necessari“. La cinematografia funziona anche così. Penso, però, che la Disney abbia una marcia in più. I suoi live action non sono realizzati solo per incassare il più possibile (Attenzione, sicuramente anche per quello!), ma anche per donare delle belle emozioni allo spettatore durante la visione del film. L’ha fatto con Lily James durante la scena del ballo in Cenerentola, ed è riuscita a farlo nuovamente con Il libro della Giungla, scaraventandomi in una mondo incredibile e selvaggio. Anche Maleficent, nonostante personalmente non mi sia piaciuto ed abbia veramente tanti (ma tanti) problemi, ha un buon messaggio di fondo. 

Per farla breve, prima che le luci si spegnessero nella sala per dare inizio allo spettacolo avevo dentro di me un misto di timore ed impazienza. Ma sopratutto curiosità di vedere quella CGI tanto decantata ed innovativa, più volte citata dalla Disney! E la resa finale, vi assicuro, è da lasciare sbalorditi….

2016 e la potenza della CGI 

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Il Libro della Giungla è una storia universale in cui tutti possono identificarsi. Walt ha raccontato la storia attraverso l’animazione tradizionale, ma noi oggi abbiamo la tecnologia adatta per portare in vita questi personaggi, rendendoli fotorealistici, e possiamo inserire perfettamente un bambino vero all’interno di un ambiente digitale, in modo totalmente credibile. L’opportunità di raccontare questa storia attraverso tecnologie così sofisticate era irresistibile
Brigham Taylor

L’unico personaggio “reale” presente nel film è il piccolo Neel Sethi nei panni di Mowgli. Tutto il resto è stato ricreato in digitale. Lo studio effettuato dagli artisti sulle diverse specie animali, affinché potessero riprodurle nel modo più verosimile possibile ha dato i suoi frutti. Dai giganteschi elefanti alle più piccole scimmie il tutto sembra assolutamente reale, con un fotorealismo che potremmo ritenere unico nel suo genere. Sono oltre 70 le specie presenti nel film, ed ognuna è stata riprodotta minuziosamente al computer. La giungla, nel quale veniamo scaraventati fin dai primi secondi di film (anch’essa ricreata in CGI), è meravigliosa e lussureggiante. Sono state oltre 100.000 le foto scattate in India per poter ricreare nel modo più credibile possibile la vegetazione indiana.
Proprio perché il film è stato girato quasi interamente in digitale, l’esordiente Neel Sethi ha dimostrato delle capacità recitative non indifferenti. (Considerata anche la sua giovane età ed il fatto che durante le riprese abbia interagito solamente con il minimo indispensabile.)
Il Libro della Giungla sebbene omaggi più volte il Classico Disney omonimo, analizza maggiormente i rapporti tra i vari personaggi. Sopratutto il legame affettivo tra il piccolo Mowgli e la lupa Raksha viene studiato in maniera più approfondita. La famiglia e l’amicizia sono due dei punti cardine del film, oltre al viaggio di formazione del protagonista. Mowgli durante il film imparerà a conoscere meglio se stesso. E capirà che, nonostante appartenga ad una specie animale diversa, può essere utile alla comunità essendo ciò che è: un essere umano!
Ottima anche la colonna sonora ad opera di John Debney, che riprende alcuni musiche del Classico Disney originale donandogli una nuova luce.

La versione italiana

Il libro della giungla doppiatoriLa versione italiana annovera tra i doppiatori diversi volti noti dello spettacolo italiano, esattamente come avvenuto per la versione originale in inglese: Violante Placido è Raksha, Toni Servillo è Bagheera, Neri Marcorè è Baloo, Giancarlo Magalli è Re Louie, e l’attrice Giovanna Mezzogiorno è il serpente Kaa. Tutte le voci si sono rivelate perfette, ed interpretano in modo eccezionale i vari animali. Tra tutte spiccano, però, quelle maschili. Servillo, MarcorèGiancarlo Magalli, sono stati veramente ottimi nel doppiare le loro controparti. Anche Violante Placido e Giovanna Mezzogiorno sono state brave, ma a tratti si intuiva che non erano delle doppiatrici professioniste. In ogni caso, un doppiaggio di ottimo livello. Il film è codificato nella nostra lingua. Quindi sia il titolo iniziale che alcune parti dei titoli di coda (quelle appunto dedicate ai doppiatori), sono totalmente in italiano.

Come non menzionare inoltre le nuove e piacevoli interpretazioni di “Lo stretto indispensabile” e “Voglio essere come te” offerte da Marcorè e Magalli. I due, eseguono con originalità le canzoni che hanno accompagnato la nostra infanzia, senza la pretesa di stravolgerle e sostituirle.

Conclusioni

Il Libro della Giungla racconta la crescita e la formazione di un bambino che sa di appartenere ad un mondo diverso, ma nonostante ciò vuole rimanere nel posto in cui è cresciuto ed in cui è stato amato. Nonostante il film non spicchi per originalità, è talmente maestoso e visivamente eccezionale da incantare per tutta la sua durata. I fan Disney non rimarranno delusi da questo nuovo live action che rivisita l’omonimo Classico del ’67, migliorandolo, ed aggiungendo maggiori riferimenti al racconto originale di Kipling, creando così un perfetto equilibrio tra le due opere. Jon Favreau ci regala una versione de Il Libro della Giungla a tratti cupa, ma anche allegra, sfarzosa e ricca di azione. Gli animali presenti nel film sono stati ricreati alla perfezione. Esattamente come l’ambiente che fa da sfondo alle avventure del piccolo Mowgli, di Baloo e di Bagheera. Tecnicamente il film è ineccepibile.
La versione stereoscopica è spettacolare. E riteniamo che per godere appieno delle scene d’azione, il film debba essere visto assolutamente in 3D. Ci sono film in cui questa tecnologia è superflua, ma non è il caso de Il Libro della Giungla dove  la tridimensionalità valorizza ancora di più il tutto!

il libro della giungla recensione
Partendo da Cenerentola nel 2015, e continuando ora con Il Libro della Giungla, la Disney ha trovato la strada giusta da seguire per riproporre alcuni dei suoi precedenti capolavori in versione live action! Che continui su questa via.

© Le immagini ed i marchi appartengono ai legittimi proprietari e sono inseriti al solo scopo informativo. Immagini ritenute non utilizzabili, vanno segnalate alla redazione (sezione INFO).

Stefano Terzoli

Nato nel 1988, è attualmente studente in Lingue Orientali all'università! Nonostante lo studio, passa il 90% del suo tempo a guardare Film e Telefilm di ogni tipo e genere. Grande fan dei Classici Disney fin dai suoi primi mesi di vita, colleziona tutto ciò che è possibile collezionare. Appassionato di Box-office, si occupa della sezione apposita e delle ultime news in campo cinematografico. 🙂
Stefano Terzoli

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