Intervista a Jim Morris: La Pixar tra passato e futuro!

Timeout.com.hk ha intervistato il presidente della Pixar Animation Studios, Jim Morris, riguardo i film in uscita, e quelli già arrivati nei cinema! Abbiamo deciso di tradurla per voi, in quanto la riteniamo particolarmente interessante e piena di curiosità!
Verso la fine dell’intervista, Morris, annuncia dei nuovi titoli originali, e corti, in produzione!

Intervista a Jim Morris

Per la prima volta sono usciti due film Pixar nello stesso anno. Il Viaggio di Arlo ed Inside Out. Perché avete preso questa decisione?
Onestamente, Il Viaggio di Arlo sarebbe dovuto uscire nel 2014. I nostri piani erano quelli di far uscire un film originale ogni due anni, ed un sequel ogni due anni. Questo anno è stata una sfida. Finiamo un film ogni 8 mesi circa, ed abbiamo sufficiente capacità produttiva, ma il problema non è quello, sfortunatamente! Il problema è avere le storie sviluppate nel modo giusto, per poi produrne un film con sufficienti contenuti. Quella è la parte più difficile. È andata abbastanza bene fino ad ora! Ancora non ci siamo pentiti di qualche cosa!

La pixar esplora diversi temi, e racconta storie emozionanti allo stesso tempo. Durante la produzione cosa viene prima, il tema base del film, i personaggi, la storia o qualcos’altro?
Di solito la prima cosa è trovare un’idea che impegni il regista. Penso ci sia una sorta di spinta emozionale che li motiva a raccontare la storia, e poi cominciamo a delineare il tema da quell’idea di base. Inside Out è stato un tema piuttosto semplice, Pete Docter si domandava come mai sua figlia fosse cambiata. Il film è partito da quella idea di base, e poi è evoluto il tutto. Una volta che abbiamo avuto il punto di partenza, i personaggi si sono formati di conseguenza. Così come i luoghi ed il mondo del film si sono forgiati da lì!

Inside Out è andato molto bene al Box-office. Ci sarà un sequel?
Non ora. Pete Docter e Jona Rivera hanno al momento una nuova strana idea al quale stanno lavorando, quindi ci concentreremo su quella per un po’ di tempo. Ma non vorrei escluderlo. La cosa bella di lavorare per la Disney è che in realtà non si dettano delle regole. In ogni modo, sono sicuro che piacerebbe a molti avere un altro Inside Out, ma non ora.

Cosa ti piace dell’animazione?
Beh, quello che mi piace dell’animazione, è la possibilità di affrontare argomenti diversi in modo diverso rispetto a quanto si potrebbe fare con i live action. Inside Out ne è un esempio. Tentare un live action con i personaggi del film credo risulterebbe banale. Mi piace anche l’innovazioni tecnologica che avviene ad un ritmo enorme rispetto ai film in live action.

pixar

Visivamente Il Viaggio di Arlo è incredibile. Avete anche usato delle mappe geologiche degli USA come base per la topografia. Quanto è difficile creare un intero mondo da zero?
È difficile! Abbiamo pensato che sarebbe stato più adattato alla storia del film se avessimo ottenuto un fotorealismo migliore, al posto dell’animazione tradizionale. Ci sono cosi tanti dettagli in ogni singolo frame. Il rendering di un solo fotogramma può richiedere fino a 100 ore. Solamente l’avere sufficienti processori per le immagini è una grande sfida. Penso che al momento ne abbiamo più del Pentagono! 

Avete cambiato il regista de Il Viaggio di Arlo durante la produzione?
Si. Cambiamo i registi con una certa frequenza! Onestamente, quando abbiamo cambiato i registi in Ratatouille è stato catastrofico. E quando l’abbiamo fatto per Toy Story 2 è stato un disastro totale. Quindi nella nostra lista, Il Viaggio di Arlo è quello che ne è uscito meglio. 

Avete anche cambiato il cast e la storia durante la produzione del film. Cosa è successo?
Abbiamo apprezzato tutti il film fin dall’inizio, ma aveva alcuni difetti che nessuno riusciva a vedere seriamente. Era una sorta di Billy Elliot. Una storia totalmente diversa. Il personaggio di Arlo era un po’ diverso, e veniva represso dalla sua comunità. Non eravamo certi della storia che stava uscendo fuori.

Ciò che abbiamo capito col passare del tempo alla Pixar, è che si arriva ad un punto in cui un regista ha fatto ciò che è possibile fare per un film, ed hai bisogno di nuove voci fresche se vuoi procedere col lavoro.

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Gli studi della Pixar in California, sono high-tech e chic. C’è qualcosa che potrebbe sorprendere le persone comuni su come si lavora lì giorno dopo giorno?
Beh, abbiamo uno stormo di oche canadesi che atterrano sul prato, e lasciano i loro bisogni ovunque. E quando cammini sei costretto ad evitare le loro cacche! (Ride). 

Una cosa che le persone non capiscono riguardo i nostri film, è che nonostante i computer creino l’animazione, un nostro film richiede comunque migliaia di persone per esser ultimato. Probabilmente molte di più di quante ne richiederebbe un film in animazione tradizionale. Le quantità di lavoro che richiedono film del genere è enorme. Le texture e le scene sono dipinte a mano. La Pixar è dove l’high-tech e la low-life si scontrano.

Ci sono differenze quando uno dei vostri film esce negli altri mercati?
Alcune volte! Per alcuni film, come Cars 2, abbiamo dovuto localizzare alcune cose con differenti razze di macchine per ogni area. Mentre stavamo lavorando ad Inside Out, ho portato lo storyboard al team giapponese, e loro rimasero sconcertati dal fatto che i bambini potessero non amare i broccoli. In Giappone i bambini amano i broccoli, mentre in America sono odiati. Quindi in alcune scene abbiamo cambiato i broccoli con i peperoni e carote, che sono odiate dai bambini in Giappone.

Quali sono i tuoi obiettivi a lungo termine per la Pixar?
Stiamo cercando di formare la prossima generazione degli Studios, e rendere la compagnia più diversificata. Al momento all’interno della Pixar le donne sono il 37% del totale, e vorremmo arrivare al 50%. Ma il non avere un grandissimo fatturato, rende il tutto una sfida.

Quando guardi ai film della Pixar degli anni scorsi, c’è qualcosa che cambieresti?
Beh, sono sicuro che c’è qualcosa in ogni film che, se avessi l’opportunità, cambierei. In generale, i film non sembrano mai dei Pixar fino a quando non escono nelle sale. Anche per quanto riguarda Inside Out, non eravamo certi che sarebbe piaciuto, dal momento che è totalmente diverso da ciò che avevamo fatto prima. 

Io credo che ogni nostro film sia importante dal punto di vista della storia del cinema. Ricordo ancora quando uscì Toy Story nel 1995, quando ancora lavoravo per George Lucas. Steve Jobs, John Lasseter e Ed Catmull ci invitarono a vedere il film. Non si trovavano negli studi attuali, ma in alcuni magazzini “orribili”. Guardammo il film, e pensai “Questo film cambia tutto. È come Casablanca!”. Non avevo mai visto un film d’animazione, a parte alcuni Anime, che avesse così tanti personaggi complessi, ma al contempo così accessibili al pubblico. Quando la Pixar è al meglio, ha questa capacità di poter parlare a tutti i tipi di persone, ma è allo stesso tempo sufficientemente semplificata da arrivare anche ai bambini. È un equilibrio difficile. 

Pixar
Dopo Il Viaggio di Arlo, cosa c’è in cantiere?
Al momento abbiamo un certo numero di film confermati. C’è Alla Ricerca di Dory alla fine dell’anno. Stiamo lavorando a Gli Incredibili 2, Cars 3 e Toy Story 4. Dan Scanlon, di Monsters University, sta lavorando ad un nuovo film originale. Anche Mark Andrews, che ha diretto Brave – Ribelle, sta lavorando ad un film! Abbiamo poi un nuovo regista, Brian Phee, che è al lavoro su un nuovo film. Abbiamo  inoltre alcuni corti che sono in produzione. Non posso dire molto altro, o sarò nei guai!

Tra tutti i personaggi Pixar a quale ti senti più simile?
Probabilmente a Woody! Ho degli stivali da cowboy. Quantomeno, abbiamo questo in comune! 

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Sara

Sara

Nata alla fine degli anni '80. Studentessa all'università, ama guardare Disney Channel ed è appassionata dei Live Action Disney. Si occupa di recensire soprattutto telefilm o i film in onda su Disney Channel!
Sara

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Nata alla fine degli anni '80. Studentessa all'università, ama guardare Disney Channel ed è appassionata dei Live Action Disney. Si occupa di recensire soprattutto telefilm o i film in onda su Disney Channel!

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