Oceania: la nostra recensione in anteprima!

Oceania

Oceania
77

Regia

8/10

    Sceneggiatura

    8/10

      Animazione

      9/10

        Colonna Sonora

        7/10

          Intrattenimento

          7/10

            Pro

            • L'animazione
            • Musiche che richiamano le popolazioni autoctone coinvolgenti
            • La morale del film

            Contro

            • Alcuni momenti eccessivamente prolissi
            • Adattamento italiano di alcune canzoni
            Con la regia di Ron Clements e John Musker, Oceania ci regala nuovamente quel tocco Disney che rese i Classici degli anni ’90 indimenticabili. 

            In arrivo nei cinema italiani il 22 dicembre, Oceania conferma nuovamente (nel caso ve ne fosse stato il bisogno) la supremazia della Disney nell’ambito dell’animazione in CGI. Non ci troviamo di fronte ad un film rivoluzionario, che osa spingersi ad esplorare ambienti psicologici o sociali complessi, come visto in altri Classici recenti. Ma nonostante questo, si posiziona tra i film migliori di questa seconda Rinascita Disney. 

            Sinossi: Tremila anni fa, i più grandi navigatori al mondo attraversavano lo sconfinato Oceano Pacifico, alla scoperta delle numerose isole dell’Oceania. Ma poi, per un millennio, i loro viaggi cessarono, ed ancora oggi nessuno sa il perchè.
            Da Walt Disney Animation Studios arriva Oceania, un’entusiasmante avventura d’animazione incentrata su una vivace adolescente di nome Vaiana, che s’imbarca in una coraggiosa missione per salvare il suo popolo. Durante il suo viaggio, s’imbatterà nel semidio in disgrazia Maui che la guiderà nella sua ricerca per diventare una grande esploratrice. Insieme, i due attraverseranno l’oceano in un viaggio pieno d’azione, che li porterà ad affrontare enormi creature feroci e ostacoli impossibili e, lungo il percorso, Vaiana porterà a compimento l’antica ricerca dei suoi antenati e troverà l’unica cosa che ha sempre desiderato: la propria identità.

            oceania disney

            Verso un viaggio incredibile “con una ragazza”? Si, ma l‘indipendenza di Vaiana non è una novità:

            Dopo essere stati trasportati nella fredda Norvegia con Frozen, e nelle futuristiche San Fransokyo e Zootropolis, la Disney ci porta questa volta alla scoperta delle isole del Sud Pacifico, effettivamente poco conosciute, e forse proprio per questo particolarmente affascinanti. E lo fa con un film ben riuscito ed equilibrato, che presenta più di una morale interessante. Il plot è semplice, Vaiana viene scelta dall’oceano per riportare un oggetto particolarmente importante a Te Fiti, e salvare le isole del Pacifico dall’oscurità. E per farlo dovrà chiedere aiuto a Maui, un semidio particolarmente sicuro di se, che inizialmente darà del filo da torcere alla giovane Vaiana. Da quel momento ha inizio un viaggio attraverso un oceano sconfinato e pericoloso.oceania

            Nulla di nuovo all’orizzonte, insomma. Il viaggio, la ricerca di sé, il salvare il proprio popolo non è una novità. Vaiana non è la prima protagonista Disney che decide di imbattersi in una missione per salvare il suo popolo e tantomeno è il primo esempio di emancipazione femminile. È da anni che la Disney realizza film d’animazione incentrati sul cosiddetto Girl-power, e Vaiana non è assolutamente una novità. Prima di lei abbiamo avuto Mulan, Pocahontas ed in forma minore Belle. 

            Il punto di forza di Oceania non è l’esplorare la psicologia dei personaggi o il toccare argomenti complessi, ma il riproporre al pubblico quel modus operandi tipico dei Classici Disney degli anni ’90.  Sebbene la morale del film, che non vi riveliamo per non rovinarvi la visione del Classico, abbia una sua forza, il film piacerà sopratutto ai nostalgici. Il tocco di Ron Clements e John Musker è evidente in questo film ancor più che ne La Principessa e il Ranocchio. I pezzi musicali sono ben disposti all’interno del film, ed alcuni sono di ottima qualità. 

            Di incredibile impatto il finale, che, per quanto ci riguarda, riesce a raggiungere livelli di poesia paragonabili a quelli dei migliori film della Pixar. Un ending così distante da quello deludente di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, che lasciò a molti l’amaro in bocca, che ripaga assolutamente le aspettative!

            Colonna sonora e doppiaggio italiano:

            La colonna sonora del film, ad opera di Lin-manuel Miranda, Mark Mancina ed Opetaia Foa’i, è composta da pezzi strumentali di buona qualità. Spiccano tra tutti, quelli che presentano melodie autoctone dell’Oceania, che sono chiaramente i pezzi che maggiormente funzionano all’interno del film. Alcune canzoni hanno la forza di entrarti immediatamente in testa, grazie anche al ritmo coinvolgente (La Strada di Casa e Tranquilla) ed altre che solamente dopo qualche ascolto riescono a farsi realmente piacere (Oltre l’Orizzonte e Lo splendente Tamatoa). 

            oceania recensioneIl doppiaggio italiano è ottimo. Nella nostra versione la voce della protagonista è stata affidata ad una doppiatrice professionista per le parti parlate ed alla giovane Chiara Grispo per quelle cantate. E vi assicuriamo che il distacco tra le due voci è praticamente inesistente. La Grispo ha dato gran prova di capacità canore, riuscendo a catturare l’anima di Vaiana per farla sua. Totalmente promossa per quanto ci riguarda!

            Discorso diverso per Fabrizio Vidale che doppia Maui sia nel parlato che nel cantato. Vidale è un ottimo doppiatore, purtroppo, però, You’re Welcome è una canzone che avrebbe necessitato di una voce diversa per essere interpretata nel modo giusto. Vidale porta il compito a casa, ma relegando agli italiani una versione piuttosto piatta della canzone. L’italiano non è una lingua particolarmente adatta a questo genere di canzoni, e per questo motivo si sarebbe dovuto puntare su un tipo di voce che avrebbe potuto fare la differenza. Se prendiamo Brave – Ribelle come esempio, la voce “graffiante” di Noemi si è rivelata una scelta ottimale per rimpiazzare la particolarità principale della versione inglese, ovvero l’accento scozzese, ovviamente non replicabile in italiano.

            Raphael Gualazzi ha chiaramente interpretato la canzone Lo Splendente Tamatoa in modo eccellente. Qualche riserbo sulle parti doppiate che presentano una “strana” cadenza. Non abbiamo ben capito se fosse voluto oppure no. Ma nel complesso, Raphael ne esce a testa alta. Brava anche Angela Finocchiaro nei panni di Nonna Tala.

            Non possiamo essere altrettanto entusiasti nei confronti dell’adattamento delle canzoni. Ci riferiamo in particolare alle versioni di You’re Welcome. Parliamo al plurale perchè effettivamente vi sono due versioni italiane della canzone: Tranquilla (interpretata da Vidale nel film) e Prego (la versione pop dei titoli di coda, cantata da Sylvestre e Rocco Hunt). Dai titoli si può intuire quale delle due versioni presenti un testo più fedele a quello originale inglese. Perché relegare una versione più fedele della canzone esclusivamente ai titoli di coda? Continuiamo a domandarcelo ancora adesso.

            [EDIT] La stessa Lorena Brancucci è intervenuta sull’argomento spiegando in modo piuttosto dettagliato le difficoltà avute nell’adattare le canzoni e l’importanza sempre maggiore data al labiale dei personaggi, che devono poter sembrare cantino nella nostra lingua!

            Conclusioni:

            Visivamente Oceania è un film da assoluto riferimento. I colori lussureggianti e le animazioni dei personaggi ribadiscono nuovamente la supremazia della Disney nel mondo dell’animazione (almeno da un punto di vista tecnico). Il film ha una trama lineare non particolarmente rivoluzionaria. L’idea del viaggio e della scoperta di sé stessi non è certamente una novità in casa Disney. Tantomeno è innovativa la figura della ragazza emancipata che vuole salvare il suo popolo e dimostrare che può valere tanto quanto un uomo.

            Ad una prima parte molto ben fatta, e ad una parte finale tra le migliori viste in un Classico Disney degli ultimi anni, si contrappone quella centrale che soffre di qualche carenza. Nonostante, l’oceano sia stato sviluppato come un personaggio vero e proprio, in alcune scene si percepisce il limite dovuto all’ambientare il lungometraggio quasi totalmente su una barca ed in acqua. 

            oceania recensioni

            Non va negato, però, che ci troviamo di fronte all’ennesimo film della Disney riuscito. Oceania è probabilmente l’unico titolo degli ultimi anni ad essere riuscito a catturare appieno l’eredità dei Classici degli anni ’90. Se nel 2013, Frozen segnò la strada per ritrovare quella Disney tanto amata che sembrava essersi persa ormai da tempo, Oceania l’ha seguita in pieno con un equilibrio maggiore rispetto al film con protagoniste Anna ed Elsa. Il risultato finale è un lungometraggio di buona qualità, che intrattiene con musiche coinvolgenti, luoghi incredibili ed animazioni sbalorditive. La Disney, quella amata e che ha fatto la storia, sta tornando alla grande!

            © Le immagini ed i marchi appartengono ai legittimi proprietari e sono inseriti al solo scopo informativo. Immagini ritenute non utilizzabili, vanno segnalate alla redazione (sezione INFO).

            Stefano Terzoli

            Stefano Terzoli

            Nato nel 1988, è attualmente studente in Lingue Orientali all'università! Nonostante lo studio, passa il 90% del suo tempo a guardare Film e Telefilm di ogni tipo e genere. Grande fan dei Classici Disney fin dai suoi primi mesi di vita, colleziona tutto ciò che è possibile collezionare. Appassionato di Box-office, si occupa della sezione apposita e delle ultime news in campo cinematografico. 🙂
            Stefano Terzoli

            Stefano Terzoli

            Nato nel 1988, è attualmente studente in Lingue Orientali all'università! Nonostante lo studio, passa il 90% del suo tempo a guardare Film e Telefilm di ogni tipo e genere. Grande fan dei Classici Disney fin dai suoi primi mesi di vita, colleziona tutto ciò che è possibile collezionare. Appassionato di Box-office, si occupa della sezione apposita e delle ultime news in campo cinematografico. :)

            2 pensieri riguardo “Oceania: la nostra recensione in anteprima!

            • dicembre 2, 2016 in 10:03 am
              Permalink

              Riassumendo Oceania è straordinaria animazione – ottima musica (almeno l’originale) – storia classica, intendendo classica come un passo indietro di almeno vent’anni. D’altronde non ci si poteva aspettare di meglio dai due ottuagenari autori dei classici meno riusciti tra i fantastici quattro del rinascimento Disney (Re Leone/Bella e la Bestia vs Sirenetta/Aladdin, non c’è partita). Per quanto riguarda il finale di Frozen, credo che sia la cosa più rivoluzionaria fatta dalla casa del topo nella sua lunga storia e contiene un messaggio di straordinaria importanza: essere se stessi, affermare la propria personalità senza per questo dover rinnegare le proprie radici, quello che Anna, attraverso un percorso di prove ed errori, riesce a far capire ad Elsa. Guarda caso il percorso contrario di Ariel che per inseguire i suoi sogni deve rinunciare a tutto quello che possiede ed ha vissuto (e che non ha capito/apprezzato).

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              • dicembre 2, 2016 in 10:56 am
                Permalink

                Ciao, grazie per il commento! 🙂 Si, chiaramente Oceania presenta più similitudini ai classici anni ’90 rispetto a Frozen (o La Principessa e il Ranocchio, visti i registi). Per quanto riguarda Frozen: La Sirenetta e Frozen sono stati realizzati in decenni diversi, e questo va tenuto conto. La parte della recensione riguardante il finale di Frozen, non è inerente alla morale del film, ma proprio alla sua struttura. È stato tutto liquidato con la semplice frase “l’amore”, tutto troppo sbrigativo, ed ultimi minuti senza un minimo di epicità. 🙂 Oceania nella sua classicità ha alcune cose in più di Frozen: equilibrio maggiore durante l’arco dl film (anche le canzoni sono ben disposte all’interno, mentre in Frozen sono quasi tutte nella prima metà), ed una poesia nel finale che non mi sarei aspettato, e che per evidenti motivi non posso dire. 🙂
                Grazie ancore per aver condiviso i tuoi pensieri con noi! 🙂

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